Disturbi e Difficoltà nell’Apprendimento

By 23 Aprile 2015 Smart-Edu No Comments

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono, attualmente, una sfida per il mondo della scuola: conoscerli e saper adattare la didattica a queste situazioni significa mettere in atto tutte le accortezze che possono rappresentare una preziosa fonte di strumenti operativi validi per tutti i bambini, indipendentemente dal loro livello di abilità scolastiche. Ciò è ancor più importante se consideriamo che i processi neuropsicologici sono il risultato dell’interazione tra fattori genetici e ambientali e che, proprio per questo motivo, possono verificarsi alterazioni stabili a livello di potenziali espressioni genomiche attraverso una vera e propria riprogrammazione epigenetica nello sviluppo embrionale, con alterazioni mitotiche ereditabili. Ne consegue che intervenire dall’esterno su fattori “interni” al bambino ha una portata potenziale enorme e quindi è assolutamente necessario lavorare con la stessa delicatezza con cui un neurochirurgo interviene nella delicatissima rete delle terminazioni nervose di un paziente.

In questo contesto acquista una notevole importanza la figura del “tutor dell’apprendimento”, un professionista qualificato che ha solide basi metodologiche, con competenze in ambito di didattica e di psicopedagogia. Egli, sulla base di risultati confrontabili con dati normativi scientificamente validati, predispone interventi mirati, in veste di “facilitatore”, nei confronti dei bambini che sono in situazioni di difficoltà.
Gli strumenti del tutor dell’apprendimento non sono, però, solamente le competenze specifiche, tecniche e didattiche, ma anche (e soprattutto) gli elementi relazionali ed empatici, che possono “attivare” l’allievo e predisporre un ambiente di apprendimento fertile e produttivo.
Ma che cos’è un disturbo? E in cosa differisce da una difficoltà?
Il Disturbo Specifico dell’Apprendimento ha base neurobiologica e riguarda specifiche aree dell’apprendimento (lettura, scrittura, calcolo), a fronte di un’intelligenza generale nella norma. Il Disturbo è persistente nel tempo e resistente al trattamento, mentre la difficoltà tende a regredire (e anche a scomparire) in presenza di un adeguato intervento di potenziamento.
I Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono riconosciuti dalla legge nr. 170 dell’8 ottobre 2010 e riguardano le aree della lettura della scrittura e del calcolo.
Più nel dettaglio, vengono distinte quattro tipologie di disturbi, in base alla funzione deficitaria:
Dislessia, cioè il disturbo che riguarda la lettura, nella sua componente di decodifica fonografica; è caratterizzata da un deficit nella velocità e nella correttezza della lettura.
Disortografia, cioè il disturbo nella sfera della competenza ortografica, con produzione di errori ortografici (fonologici, non fonologici e fonetici) superiore rispetto a quelli attesi per l’età e per il grado di istruzione.
Disgrafia, cioè il disturbo nella grafia (intesa come abilità grafo-motoria), con conseguente tratto poco chiaro, irregolare nella forma e nella dimensione.
Discalculia, cioè disturbo nelle abilità di numero e di calcolo, nelle componenti, rispettivamente, della cognizione numerica e delle procedure esecutive.
I diversi Disturbi possono coesistere contemporaneamente, in questo caso si parla di “comorbilità”, oppure associarsi ad altri disturbi di tipo neuropsicologico e psicopatologico.

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